giovedì, maggio 17, 2007

Un anno di Prodi....mamma mia!!!

Ad un anno dalla vittoria della sinistra alle elezioni politiche facciamo un rapido bilancio dell'operato di parlamento e governo.
Aprile/Maggio 2006: Insediamento del nuovo parlamento e primo mese di governo
Premessa: prima delle elezioni la stampa autorevole esibiva sondaggi in cui la sinistra aveva un vantaggio di circa il 5% sulla destra. L'unico sondaggio che dava una sostanziale parità tra i 2 schieramenti fu quello commissionato da Berlusconi ad un'azienda americana. Superfluo ricordare come questo sondaggio fu oggetto di derisione da parte di quasi tutta la carta stampata italiana a causa del suo "scostamento" dai valori degli altri sondaggi. Insomma, sulla vittoria di Prodi non c'erano e non dovevano esserci dubbi.Questa convinzione, che poi si rivelò essere un'enorme fandonia, fu determinante nella composizione delle coalizioni: difficile immaginare Pensionati e Radicali all'interno de L'Unione se i sondaggi avessero pronosticato un vantaggio della CdL. Come tutti sappiamo, il risultato delle elezioni fu determinato da 25.000 voti, 1/3 dei voti della Lista Consumatori. I risultati elettorali, oltre a mostrare una sostanziale parità tra gli schieramenti, evidenzierono un aumento del potere dell'estrema sinistra all'interno de L'Unione.
Una volta insediatisi deputati e senatori, la sinistra ci regala due ex-sindacalisti a presiedere i 2 rami del Parlamento: il comunista Bertinotti è Presidente della Camera, il democristiano Marini è Presidente del Senato.Il 9 Maggio Giorgio Napolitano è il primo ex-comunista a diventare Presidente della Repubblica. Tanto per cambiare non è quel che si dice un "giovincello".Ancora una settimana e nasce il secondo governo Prodi: quelli che avevano dichiarato battaglia ai costi della politica, stabiliscono subito un ignobile record. Ma tutto sommato è un governo da Oscar...Giugno/Luglio 2006: Convenevoli, indulto e propaganda
Allora: il 9 aprile si è votato, il tempo di insediare il parlamento e, con calma, sorseggiando un aperitivo è già arrivato maggio che porta con sè un nuovo Presidente della Repubblica. Poi deve insediarsi il governo più numeroso della storia della Repubblica e non si può certo pretendere che sia subito operativo. Un riconteggio delle poltrone, convenevoli di rito, qualche cordiale in transatlantico e in un men che non si dica è arrivato giugno. "Ok, si parte! Ora si comincia a governare per davvero". E' quindi giugno il mese che sancisce la reale partenza della macchina governativa? No. A giugno, infatti, la sinistra tutta è impegnatissima a produrre le mille balle da usare contro la ratifica della modifica costituzionale proposta dalla destra. E visto l'esito del referendum, come si può fargli una colpa se anche a giugno concretamente non abbiano concluso alcunchè? "Sarà per il prossimo mese!" E infatti luglio si rivela intensissimo per i ministri prodiani:come tutti ricorderete Giovanna Melandri, Ministro dei "ggiovani & sport" trascina l'Italia alla vittoria della Coppa del Mondo e nonostante l'ingombrante quanto indelicata presenza di Marcello Lippi e dei calciatori azzurri sul pullman scoperto che l'ha portata in trionfo per le vie di Roma, decine di migliaia di italiani la festeggia calorosamente.Il Ministro Bersani, nel frattempo ha buttato giù un piano di grandi "riforme": sa che dovrannno colpire le odiate categorie dei taxisti, degli avvocati e dei farmacisti e che si chiameranno "liberalizzazioni", termine che da un recente sondaggio pare essere il più cool. Resta solamente da decidere in che cosa constisteranno tali provvedimenti e a cosa servano, ma uno staff di esperti esamina presto il caso.E il parlamento? Superlavoro anche per deputati e senatori che presi dall'entusiasmo per la vittoria del mondiale non trovano di meglio da fare che installare le porte girevoli alle carceri e votano l'indulto. La calura estiva gioca brutti scherzi a Di Pietro che, dimenticandosi di essere un ministro, scende in piazza contro la sua stessa maggioranza. Amnesia che gli impedirà anche di rassegnare le dimissioni come coerenza richiederebbe...Agosto/Settembre 2006: Libano e Telecom
Se, come abbiamo visto nelle puntate scorse, fino a quel momento Prodi e compagni non si erano oberati di lavoro, non si può certo pretendere uno scatto d'orgoglio proprio ad agosto mese vacanziero per antonomasia, ed è così che l'unico avvenimento politico degno di nota nei 31 giorni del mese più caldo dell'anno risulta l'invio da parte del Ministro della Difesa Arturo Parisi delle truppe italiane in Libano. Ovviamente, essendo militari partiti con la benedizione della sinistra sono per definizione in "missione di pace". Il chiassoso popolo della "pace senza se e senza ma" questa volta pare essere affetto da grave afonia e così ancora una volta il circense baraccone della sinistra riesce a "tirare avanti" pur contemplando al proprio interno, già dai tempi del precedente governo, almeno 3 visioni di politica estera totalmente contrapposte l'una dall'altra: il no incondizionato a qualsiasi missione militare dell'estrema sinistra, il no all'Irak, ma il sì all'Afghanistan di Ulivo e dintorni e la condivisione (o quasi) della politica estera del Governo Berlusconi da parte di Mastella e centristi di quei paraggi. "Rispetteremo ciò che c'è scritto nel programma che è stato approvato da tutti" rispondeva l'Uomotalpa a chi domandava come avrebbe fatto a conciliare posizioni così diverse. Ma se durante la campagna elettorale era sufficiente nascondersi dietro un programma degno di Nostradamus per possibilità di interpretazione, quando si è al governo i nodi vengono inesorabilmente al pettine. E se questa volta le zecche più rosse erano già in configurazione balneare, in futuro, non potrà essere sempre così...Con settembre i burocrati tornano, con molta calma, dalle ferie, ma se state pensando ad un'intensa attività di cancellazione di leggi inutili, di programmazione di riduzione della spesa pubblica e tante altre cose che ci si potrebbe aspettare da dei politici, evidentemente siete sicuramente arrivati in Italia da meno di 20 minuti.E' Il caso Telecom ad impegnare governanti meschini e rispettivi "collaboratori".Il 28 settembre Prodi riferisce alla Camera sostenendo con una faccia tosta a cui ormai abbiamo fatto l'abitudine che, sostanzialmente, non è successo nulla. Il suo fido Rovati ha confessato di aver redatto un piano aziendale segreto riguardante un'azienda, almeno teoricamente, privata; come si può far finta di niente? Evidentemente, grazie a certa stampa, si può...E CONTINUA.....(ANCOOOOORAAAAAAAAAA)
Saluti azzurri

3 commenti:

vito schepisi ha detto...

Caro Giuseppe...un caro saluto innanzitutto. Per giudicare un governo ci sono degli indici di osservazione che valgono più di ogni approfondita indagine sui singoli provvedimenti addottati. Tale indici fanno riferimento sostanzialmente a tre fattori. Il primo è la capacità di dar seguito alle promesse elargite in campagna elettorale. Il secondo è la capacità di saper instaurare un feeling con i cittadini interpretando la sua larga volontà. La terza è quella di esser sinceri e di non mentire. Penso che Prodi non abbia assolto ad alcuno dei requisiti basilari che costituiscono in sostanza l'osservatorio del gradimento popolare. La sua maggioranza è spesso contraddittoria e la sua guida non ha carattere. Non è Prodi che indica il percorso e tanto meno il suo portavoce unico, quel tal Sircana che avrebbe fatto tanto meglio a rassegnare le sue dimissioni. Mi sembrano uomini mediocri, squalificati non solo dalla misura davvero ridotta del loro spessore ma anche dalla incapacità di rappresentare un concreto progetto politico. Se vuoi la mia opinione li vedo come uomini di apparato, quelli che occupano i ruoli di sottogoverno pronti a sfruttare ogni opportrunità per creare quella rete di ventaggi economici per amici e parenti. Mi sembrano uomini dello staff di un presidente di un ente pubblico che, come è accaduto per anni in Italia, studia le forme per avvantaggiare fazioni e amici a discapito degli interessi del Paese, utilizzando risorse pubbliche. Per dirla tutta sfruttando sangue e sudore del popolo italiano. Vere sanguisughe. Ciao Giuseppe..a presto.
Vito

Giuseppe Sagliocco ha detto...

Ciao Vito, è un piacere ospitare la tua "sapienza politica" e la tua perfetta analisi....Io credo che siamo e saremo sempre dipiù quelli che NON VOGLIONO più essere governati dalle sanguisughe!!!grazie e a risentirci presto...Un abbraccio
Giuseppe

Giuseppe Sagliocco ha detto...

La tua disamina su come sarebbe opportuno giudicare un governo, mi trova ovviamente d'accordo con te...Ho notato che hai postato anche su Affari questo tuo commento e ne sono stato sorpreso e gratificato...Anche su Affari tra "gli sciocchi" competitors sinistri che ben conosci (tristemente...hehehe)hai fatto CENTRO!
Non ci sono proprio più parole per definire quello che ci sta accadendo, a tutti quanti noi italiani, da un anno a questa parte....
Saluti azzurri
Giuseppe